Il Palio di Alvise 2019

Ieri, nel finale della diciottesima edizione del "PALIO DI ALVISE 2019" abbiamo reso omaggio al progetto Desire Dis-equality 2019 facendo salire su Desire ( ormeggiata ovviamente!) Tutti i 104 ragazzi/ragazze partecipanti al palio.

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È stata l'occasione per dire grazie all'insegnante " MAGISTER" Fiorella Sari al suo ultimo anno scolastico...Dal 1 settembre è previsto il "pensionamento".
Personalmente devo dire GRAZIE a Fiorella per aver collaborato e organizzato lo svolgimento del Palio,  coordinando fin dalla prima edizione   il gran lavoro di preparazione delle classi con le colleghe insegnanti. 
Tra queste va ricordato l'impegno fin dalla prima edizione (vinta dal Cavallino a maggio 2001 con il "MAGISTER" Bepi Bozzato ...l'indimenticabile Lolli Dalla Mora era con noi!) della "MAGISTER"  Miriam Vian , ieri vincitrice con la classe quinta da lei allenata e guidata (ruolo importante per l'insegnante  che segue a bordo del dragon canoa dando ritmo al tamburo...ma soprattutto mi ha colpito il momento pre-SFIDA dove ho notato l'attenzione e la concentrazione del gruppo...).

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Quello che vado predicando da sempre: circa un minuto di massima concentrazione di tutto il team = miglior prestazione.
Un plauso a tutte le altre insegnanti e classi per il comportamento dimostrato.



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Già salire a bordo e condividere con i propri alunni una giornata di sport,  per me è la VITTORIA più bella che rimarrà indelebile nel ricordo dei ragazzi/ragazze nel tempo.
Ieri mi sono permesso di intervenire verso i genitori presenti alle premiazioni. 
Ho fatto notare che nel mio giro iniziale per le 6 classi nell' insegnare i " fondamentali "( tutti loro salivano realmente sulla dragon canoa solo a momento della sfida. Ergo non avevano mai provato prima!) della tecnica di pagaiata , gamba avanti " per spingere",  lato della pagaia e gamba opposta dietro + torsione. 
Nel fare questo chiedo sempre a tutti ( ragazzi/ragazze di classe quinta) chi pratica sport, agonistico o non agonistico.

Con mio stupore ho "rilevato" in alcune  classi una percentuale che sfiorava il 50 di coloro che non praticavano alcun sport/attività simile.
Cari genitori ed amministratori della funzione pubblica (sindaco, assessori, etc...) credo faccia riflettere assai se un ragazzo di 10/11 anni nel 2019 non faccia sport o condivisione d'impegno sportivo con i propri coetanei. Non trovate?

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Lo sport, nella funzione educativa e sociale, come predica il mentore Maurizio Mondoni, è importantissimo  tra gli 8 e i 14 anni.
Lo sport ti insegna tantissime "funzioni": un tempo le nostre generazioni le " funzionalità " le sviluppava chi lavorava nelle aziende o fattorie di famiglia, chi giocava all'aria aperta, con gli animali, arrampicandosi sugli alberi, nei fossi e con le " issariole" nelle valli e fossi ghiacciati ( vero Ottorino Detto Ciccio Zanella Mariano Zanella Serramenti Gianni Zanella) tra queste la propriocettività /manualità...

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Da campione olimpico predico la multidisciplinarietà sportiva almeno fino ai 15/16 anni ( momento critico per il cambiamento ormonale dei giovani , oltre al momento critico per la continuità nella pratica sportiva= troppi abbandonano a questa età...per le varie difficoltà scolastiche e sociali) e mi stupisce che non vi sia collaborazione tra le varie società sportive per cercare lo sviluppo di un " progetto condiviso" verso questi argomenti.  
È facile avere i figli campioni a 10/14 anni...è facile anche "perderli" lungo la strada delle tentazioni dopo i 15 anni.

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Nel programma/progetto ASD www.canoarepublic.it  da quasi 20 anni invitiamo i genitori a comprendere questo aspetto. Infatti dopo la stagione estiva in canoa , il club " chiude" volutamente l'attività giovanile per invitare i ragazzi/ragazze e loro genitori a far praticare durante i rimanenti mesi altre discipline sportive ( chi basket, chi volley, chi nuoto, chi ginnastica, chi altro..).
Ovviamente questa " azione/consiglio" spesso non viene ben compresa e i primi a meravigliarsi sono i genitori che vorrebbero il proprio figlio/figlia sempre sul " podio" o ,trovandosi bene, sempre con la stessa "gestione" sportiva.

Così facendo, con la cultura della monospecialita,  molti ( genitori) non comprendono che è come l'equivalente scolastico= se fin dalla prima classe ad un bambino insegni una sola materia/argomento,  diverrà bravissimo solo in quella e poi...
Ecco , lo sport è questo agli inizi...dare più possibilità di gioco/sviluppo per farli crescere nel modo più omogeneo sia fisicamente che intellettualmente ( lo sport è segnato da vari algoritmi...lo sport racchiude tutte le materie...Basta saperle insegnare con i dovuti modi/tempi) in modo che questi ragazzi/ragazze  arrivino all'età  della " bauchera" in grado di NON essere annoiati ma " affamati " di muoversi.
Questo argomento è stato il mio intervento finale alla manifestazione,  spiegando ai genitori l'utilità di portare i propri figli a giocare con i nonni nei campi e fare quel " crossfit" naturale che abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio. 

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La prossima edizione del "Palio di Alvise" , oltre a veicolare l'argomento importantissimo sulla meningite ( che ci portò via il piccolo Alvise nell'agosto del 2000 . Oggi Alvise avrebbe quasi 20 anni...) mi piacerebbe fosse improntato sulla ricchezza agreste che i nostri " vecchi" ci hanno lasciato.
La presenza dell'assessore di riferimento,  ieri alle premiazioni in rappresentanza della amministrazione comunale Cavallino Treporti,  Signora Valleri, mi ha ricordato che la miglior palestra sportiva , noi del litorale, l'abbiamo fuori casa...tra campi, barene, canali, fossi, dune, spiagge, serre, etc etc.
Sono diventato il campione che conoscete grazie ai miei " allenamenti " in azienda di papà Bruno, insieme ai miei fratelli Roberto, Paolo e Massimo. 
La stessa " palestra" che portò alle olimpiadi di Berlino 1936 Argento olimpico canottaggio Il 2 con Bergamo e Santin, poi alle olimpiadi di Helsinki 1952 il 4 con e l'8 con , dove grazie ad uno di loro, il mitico Savino Emanuela Cimarosto imparai ad andare con la canoa...per passare l'indimenticabile  Cav.  ANNIBALE BERTON Olimpico Roma 1960 ...

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Ancora oggi mi immedesino nel mio coach/ mentore Bruno Costantini alias Penna Bianca, il quale fin dalla fine anni 40 andava per il litorale facendo scouting di treportini...Poi  nel 1977 andò a "verificare" quel ragazzino treportino tredicenne che si allenava da solo per la laguna nord. Fu mandato da Annibale. 
Bruno non mi vietò di continuare a giocare a basket durante l'inverno e fine campionato riprendevo a tarda primavera a pagaiare.
Fu la mia fortuna...nel trovare un tecnico con questa " apertura".
Mi portò ad avere sempre " fame" di fare sport e scoprire il mondo attraverso questo.
Ecco ,  questo è il suggerimento che mi permetto di dare...poi ognuno valuti secondo capacità/coscienza. 
Importante togliere dalla " noia" i ragazzi e ragazze che verso l'età critica 15/16 vengono tentati da "altre cose" non proprio positive per la loro crescita.
Ringrazio per l'intervento della sorella di Alvise   Chiara Gattoni  che è intervenuta,  come in ogni edizione,  con gli argomenti appropriati...Ieri esaltando i valori di questa diciottesima edizione, ha puntato il dito su " bullismo" ed effetti collaterali. 

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Un argomento che è parte fondamentale del progetto Desire Dis-equality. 
Bullismo,  cyberbullismo,  doping  e uso alcolici in Età giovanile...oltre alle finalità del progetto condiviso con il mitico Berti Bruss, cioè inclusione e CONDIVISIONE dello stesso con ragazzi e ragazze " diversamente uguali" e quelli più uguali degli altri...
Questi sono gli argomenti che devono far riflettere i genitori e gli amministratori. 
Fare sport è una delle risposte positive per affrontarli e spiegare ai ragazzi e ragazze...gli effetti negativi e le conseguenze. 
Altro non aggiungo.


Grazie a tutti per aver supportato  le finalità del PALIO di ALVISE


P.s.: Un grazie particolare al nostro video-maker Piergiorgio Ceolin che ci segue dagli inizi,  un grazie a Francesco Lazza per l'aiuto,  un grazie immenso al " pirata" Giovanni Polizzi che in questi anni di www.jollyroger.it ha animato più di una generazione di " ciurme" scolastiche...Anche lui prossimo "pensionato" (chissà che pensione riceverà come "pirata"?), un grazie agli sponsor ( vidotto sport, union lido, mayer ferramenta,  punta gialla, portoturistico jesolo , armando ballarin, comune di Jesolo,  comune di Cavallino Treporti,  Nerio de Bortoli, Renzo Rossi, Cimarosto Giovanni, Laguniamo , complesso scolastico, CROCE VERDE, Andrea Longo).


di Daniele Scarpa




Evento a Chioggia a bordo di Desire

Nel week-end del 22-23 e 24 Giugno siamo stati protagonisti con lo skipper Berti Bruss e la "ciurma" di Desire!

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Una settimana a bordo della "Desire": campus per ragazzi tra sport, ambiente e solidarietà.

Iniziativa organizzata dal circolo della vela di San Giorgio e dall'associazione sportiva Canoa Republic. Ciurma composta da una ventina di persone, tra cui alcuni disabili.


Campus in barca a vela sulla Desire
Un'esperienza sicuramente indimenticabile: ragazzi e ragazze a bordo di un'imbarcazione a vela di 56 piedi per sette giorni, un campus in cui condividere e imparare tra attività marinaresche, sport, amicizia, mettendosi alla prova e attenendosi alle "regole" di una convivenza in spazi ristretti. E poi cimentandosi in attività quali canoa, Sup, vela, pesca e altro ancora.

Lungo tour sulle coste italiane

E' il progetto "Desire", promosso dalla Compagnia della Vela dell'isola di San Giorgio e dall'associazione sportiva Canoa republic, fondata nel 2001 dai campioni olimpionici Daniele Scarpa e Sandra Truccolo. Prevede un'esperienza di una settimana con nove ragazzi e ragazze ed il coinvolgimento anche di persone con disabilità. La navigazione toccherà diversi porti, da Trieste a Ventimiglia.

"La disabilità non deve essere un limite"

Ha partecipato alla presentazione anche l'assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini: "Vogliamo dimostrare, anche grazie a progetti come questo, che la disabilità non è per forza un limite ma può consentire di provare alcune esperienze con l'aiuto delle istituzioni e delle associazioni del terzo settore. E' un insegnamento grande. Per questo ringrazio anche la Compagnia della Vela, un luogo simbolico in cui operano persone impegnate nell'educazione dei bambini verso il rispetto della città, del mare e della tradizione della barca a vela”. Al termine dell'incontro Venturini ha consegnato a Daniele Scarpa e al velista Berti Bruss il gonfalone della Città di Venezia che verrà issato su “Desire”.

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Il Palio di Alvise 2018

Anche quest'anno si è tenuto il Palio di Alvise, nato grazie all’impegno della famiglia Gattoni e Canoa Republic.

Nasce per ricordare un bambino che ci ha lasciato prematuramente colpito da Meningite da Meningococco e per informare e sensibilizzare in modo particolare genitori e insegnanti ad affrontare questa “subdola” malattia che colpisce ogni fascia di età, ma si presenta in forma più grave soprattutto nei bambini.

Un evento che ormai dura da ben 16 edizioni e che permette di avvicinare i ragazzi a uno sport divertente come quello della canoa e alle bellezze naturali del nostro territorio; un percorso educativo, culturale e sociale rivolto a tutti gli alunni, un “contenitore” di valori importanti che gli insegnanti devono trasmettere alla classe senza far passare il Palio solo come sfida agonistica.

Le gare si svolgono su un percorso di 200/250 mt. al Porto Turistico di Jesolo, in un ambiente che da risalto all'amicizia e ai valori sia ludici che sportivi.

Sfide a colpi di pagaia contro il tempo, insegnanti al tamburo per scandire il ritmo in un accentuato spirito di gruppo, letterine con messaggi, barchette di carta lasciate alla corrente del fiume, palloncini fatti volare in cielo, lenzuola variopinte e disegni a tema, hanno costituito negli anni i momenti più emozionanti nel ricordo di Alvise.

Infine, ogni anno, una borsa di studio verrà consegnata ad uno studente di ogni classe partecipante e scelto dagli insegnanti considerando valori come l’altruismo, la solidarietà, il profitto scolastico e la pratica sportiva.

Daniele Scarpa e il “Desire Project”

L’idea di Scarpa è di riunire, in un equipaggio di barca a vela, disabili e non per fargli vivere un’esperienza estremamente ricca. Si tratta di un’esperienza in mare per capire quali sono le difficoltà che vive un disabile e quali sono le possibilità che una persona normale ha per avvicinarsi a chi è disabile.

Il “Desire Project” nasce da un’idea di inclusione dove persone con disabilità e persone normodotate stanno insieme e vivono esperienze sportive, ludiche, culturali e avventurose. Già dal 2001 vennero elaborati progetti che coinvolsero ragazzi e ragazze normodotati e con disabilità.

A questo progetto partecipano persone con disabilità intellettive-relazionali, fisiche e autistiche. “L’esperienza è nata – ci spiega Scarpa – proprio per mettere alla prova questi ragazzi di fronte ad un fatto concreto”. Questo suo progetto gli ha portato immensa soddisfazione, anche grazie all’aiuto di sua moglie, campionessa paralimpica Sandra Truccolo.

Questa barca a vela partirà da Trieste il primo giugno e seguirà le coste italiane lungo 47 tappe. I ragazzi a bordo avranno dagli 8 ai 10 anni e vivranno una convivenza in un luogo ristretto in cui vigeranno delle regole.

Il Palio di Alvise

Il “ Palio di Alvise” è nato grazie all’impegno della famiglia Gattoni e Canoa Republic.

Nasce per ricordare un bambino che ci ha lasciato prematuramente colpito da Meningite da Meningococco e per informare e sensibilizzare in modo particolare genitori e insegnanti ad affrontare questa “subdola” malattia che colpisce ogni fascia di età, ma si presenta in forma più grave soprattutto nei bambini.

Un evento che ormai dura da ben 16 edizioni e che permette di avvicinare i ragazzi a uno sport divertente come quello della canoa e alle bellezze naturali del nostro territorio; un percorso educativo, culturale e sociale rivolto a tutti gli alunni, un “contenitore” di valori importanti che gli insegnanti devono trasmettere alla classe senza far passare il Palio solo come sfida agonistica.

Le gare si svolgono su un percorso di 200/250 mt. al Porto Turistico di Jesolo, in un ambiente che da risalto all'amicizia e ai valori sia ludici che sportivi.

Sfide a colpi di pagaia contro il tempo, insegnanti al tamburo per scandire il ritmo in un accentuato spirito di gruppo, letterine con messaggi, barchette di carta lasciate alla corrente del fiume, palloncini fatti volare in cielo, lenzuola variopinte e disegni a tema, hanno costituito negli anni i momenti più emozionanti nel ricordo di Alvise.

Infine, ogni anno, una borsa di studio verrà consegnata ad uno studente di ogni classe partecipante e scelto dagli insegnanti considerando valori come l’altruismo, la solidarietà, il profitto scolastico e la pratica sportiva.